Deve essere uno strano scherzo del destino. Appena scopro che sto vivendo il periodo più felice della mia vita — e già non è molto normale accorgersi in ritardo di essere felice — svariate migliaia di metri cubi di greggio si riversano in un fiume che scorre a 400 m da casa mia. Sicuramente una lezione di vita: che sia questo l'odore della felicità?
25 feb 2010
Barili di letizia
19 gen 2010
20 dic 2009
Felicità è... /3 ("Furto di cesso")
18 dic 2009
Felicità è... /2
13 dic 2009
Se gli uomini eiaculassero cioccolato
7 dic 2009
Clarence Nash, ovvero l'arte di ricordarsi le cose più inutili
Esattamente 105 anni fa, in un paesino dell'Oklahoma, nasceva quest'uomo.
Sconosciuto ai più, Clarence Nash divenne famoso negli anni '30 doppiando il personaggio di Donald Duck nei cartoni animati di Walt Disney. Era così inimitabile che decisero di fargli doppiare lo stesso personaggio in varie lingue, tra cui tedesco e cinese, pur non essendo in grado di capirle.
Fu la voce di numerosi altri cartoni animati, ebbe due figli, e si dice che negli anni '70 usasse passeggiare nei dintorni della scuola elementare del paese dove viveva, intrattenendo i bambini con la caratteristica voce di Paperino. Sulla sua modestissima tomba, dove giace insieme alla moglie Margaret, vi è un'incisione raffigurante Paperino e Paperina che si tengono per mano.
A cosa serve sapere tutto ciò? A nulla, per l'appunto. È la stessa cosa che ho pensato quando, un paio di anni fa, mi sono accorto di conoscere il nome del doppiatore originale di Paperino, dopo averlo letto una volta soltanto una decina di anni prima, in un vecchio numero di Topolino. Insospettabilmente, quel nome mi aveva accompagnato in silenzio dall'infanzia fino ad allora.
Da quel giorno, ogni volta che scopro di ricordarmi qualche dettaglio assolutamente inutile, non posso che pensare a lui. Così oggi è diventato uno dei miei idoli.
Buon compleanno Clarence Nash!
2 dic 2009
Al bar
Amico: «Un panino con pancetta e maionese, caldo.»
Il barista annuisce.
Io: «"Con panna"?!?»
Amico: «Eh?»
Io: «Hai chiesto un panino con la panna?»
Amico: «Che senso ha un panino con la panna?»
Io: «Avevo capito che hai chiesto un panino con la panna.»
Amico: «Ho chiesto un panino caldo!»
Io: «Aaah!» e rivolto al barista, «un trancio di pizza.»
Barista: «Caldo?»
Amico, sottovoce: «Con panna?»
Io, gridando: «OVVVVIO!!»
Barista, con espressione truce: «Va bene...»



